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ODE A CANOSA

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CENNI STORICI
Nel IX secolo Canosa, come tutta Puglia, subì l’invasione dei saraceni, che provocò una riduzione dell’agglomerato urbano, nonché l’abbandono delle aree extraurbane trasformate in necropoli.
Le invasioni saracene non furono le uniche ad interessare il territorio canosino, in quanto non mancarono, per tutto il X secolo, le incursioni longobarde e bizantine atte a conquistare la Puglia.
Intanto Canosa aveva perso il suo ruolo di capoluogo e di sede episcopale, passati alla città di Bari. L’XI secolo segnò l’arrivo dei Normanni in Puglia, capeggiati da Tancredi d’Altavilla e da suo figlio Roberto il Guiscardo, che fecero di Canosa un punto strategico e di collegamento tra Melfi, capitale normanna, e le zone costiere della regione.
Per il suo ruolo strategico, a Canosa soggiornò spesso Boemondo, figlio di Roberto il Guiscardo, il quale lottò duramente contro il fratellastro Ruggero Borsa, il quale, alla morte del padre, ereditò il Ducato di Puglia. Boemondo, che nel 1095 partecipò alla I Crociata conquistando Antiochia, favorì il restauro della Cattedrale ed annesso alla chiesa sua moglie, Costanza di Francia, fece costruire il Mausoleo, dove nel 1111 Boemondo fu sepolto.
A partire da questo momento Canosa iniziò a subire un’inesorabile decadenza. Alla fine del XII secolo iniziò la dominazione sveva sulla Puglia. Federico II di Svevia equipaggiò Canosa come fortezza militare e suo figlio Manfredi ne fece teatro di lotte contro i baroni del Regno. Scarse sono le notizie delle successive dominazioni sulla città, quella angioina (XIII – XV sec.) e quella aragonese ( XV – XVII sec.).
In questo lungo periodo, la città fu considerata semplicemente una piazzaforte militare. A partire dal ‘500, Canosa fu dominata da nobili feudatari, i Grimaldi di Monaco, gli Affaitati di Barletta, i Capace -Minutolo di Napoli, i quali, intenti ad imporre tributi, si distinsero negativamente per i loro continui soprusi perpetrati ai danni dell’Università e dei cittadini.
Solo a partire dall’800 si cercò di intraprendere una ripresa economica della città, favorendo la diversificazione delle colture, abbandonando la pastorizia ed intensificando l’estrazione del tufo. Inoltre l’800 segnò l’inizio delle grandi scoperte archeologiche.


CATTEDRALE DI SAN SABINO
Localizzazione: C. so San Sabino Eta: X - XI sec. d. C.Le prirne notizie relative alla Chiesa risalgono al IX sec. d. C. allorchè il vescovo Pietro vi trasportò dalla Cattedrale di San Pietro, il corpo del Santo Vescovo del VI sec., che sarebbe stato collocato in profondità nella cripta-sacello dell'attuale Cattedrale. Fu restaurata dei Normanni nell'XI sec. con la probabile aggiunta delle navate laterali e venne dedicata a San Sabino nel 1.101 da Papa Pasquale II. Alle spalle del Ciborio vi è la Sedia Vescovile poggiata su due elefantini in marmo pregevole. Di eguale eleganza scultorea è l'Ambone dello scultore Acceptus, operante in Puglia nell'XI secolo. Poggiante su quattro colonne ottagonali, mostra sulla lastra laterale il nome del committente, il prete Guilberto e quello dell'artefice, lo scultore Acceptus. Termina con un leggio finemente lavorato e con un'aquila che sembra staccarsi dal pergamo.



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