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ODE A CANOSA

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CENNI STORICI
Il nuovo assetto politico dettato da Diocleziano e Costantino comportò la divisione dell’impero.
Come centro dell’amministrazione di Apulia et Calabria la scelta cadde su Canosa posta sull’antica via Traiana. Tutto questo coincise con l’affermarsi del cristianesimo nella città. Le fonti locali attribuiscono lo sviluppo del nuovo culto religioso all’apostolo Pietro nella prima metà del I sec d.C. che consacrò come protovescovo Felice. Il dinamismo della chiesa canosina comportò la partecipazione dei vescovi della diocesi a importanti concili, come quello che vide protagonista Stercorio nel 325 a Sardica attuale Sofia, mentre il concilio di Roma del 465 vide come protagonista un altro esponente della chiesa canosina Probo. Tra il 499 e il 502 altri due vescovi canosini, Rufino e Memore, parteciparono ad altri concili tenuti a Roma. A partire dal IV sec d.C. la presenza cristiana a Canosa cominciò ad essere documentata anche da ritrovamenti archeologici, come la chiesa di Santa Maria recentemente ritrovata. Questa favorevole situazione raggiunse l’apice con il vescovo Sabino il cui episcopato durò 52 anni, il vescovo fu protagonista di concili e ambascerie in oriente. La morte del vescovo, le incursioni longobarde e le scorribande bizantine portarono alla crisi sociale e religiosa della città. Solo sul finire del VII sec. d.C. con la definitiva conquista longobarda della Puglia settentrionale, la città ritrovò un nuovo slancio, questo fu dovuto al ripristino della Via Traiana che ricollegò Canosa e Benevento e alla conversione dei longobardi al cristianesimo. Tra il VII e VIII sec. d.C. la città fu scelta come sede del gastaldato. La politica innovativa avviata da Arachi II diede nuovo slancio al rinnovamento religioso. Purtroppo l’arrivo dei franchi esaurì la fase di rinnovamento per Canosa cominciò una fase di declino a vantaggio di Bari che nell’VIII sec d.C. divenne sede del nuovo gastaldato. Nello stesso periodo la diocesi barese acquistò prestigio a discapito di quella canosina. La disfatta giunse con l’invasione saracena, la decadenza fu anche religiosa a causa dell’abbandono di Pietro II della diocesi per rifugiarsi da Grimaldo IV, duca di Salerno. 


BASILICA DI SAN LEUCIO ED ANTIQUARIUM
Localizzazione: strada vicinale Santa LuciaEtˆ: V sec. d. C. Informazioni: Assessorato al Turismo - Piazza Terme - Tel. 0883.612103 L'edificio situato sul colle omonimo in contrada Sant'Angelo, presenta un impianto di Chiesa cristiana sorto su un tempio ellenistico utilizzando cos“, gran parte della struttura esistente. Tale opera di trasformazione fu realizzata dal Vescovo Sabino nel corso del V secolo.La Basilica ha una pianta centrale quadrata di circa 50 m. per lato ed ognuno di essi ha al centro un abside delimitando all'interno un altro quadrato con le stesse caratteristiche del precedente ma con il lati lunghi circa 30 m.Nell'ambulacro sono disposte dodici coppie di pilastri dove si impostavano gli archi o delle volte a botte; il pavimento rivestito di mosaici tra cui figurano il pavone e uccelli, simboli paradisiaci inconfondibili nel periodo del cristianesimo. Lo stato attuale dell'edificio testimonia l'evento devastante di un terremoto che fece crollare gran parte della struttura, ma al tempo stesso, fa meraviglia la tenace volontˆ della popolazione di quell'epoca di ricostruirlo in tempi brevi utilizzando materiale esistenti sul posto.

BATTISTERO DI SAN GIOVANNI
Localizzazione: Via Piano San Giovanni Etˆ: V - VI sec. d. C.Fino a pochi anni fa l'edificio veniva utilizzato come frantoio, tale destinazione d'uso distrusse gran parte delle strutture, comprese le fondazioni. Grazie alla costruzione (non molto remota) dei pilastri con volte a vela, fu resa possibile la copertura che in qualche modo ha salvato le strutture rimanenti.A riguardo dell'etˆ del monumento vi sono varie ipotesi che attribuiscono ai primi secoli d. C, la costruzione per poi essere trasformata nel periodo Sabiniano, in Chiesa cristiana; altri affermano che l'opera fu realizzata nel VI sec. La pianta interna si articola su quattro vani rettangolari disposti sugli assi principali alternati da altri ambienti; un anello decagonale colonnato circondava la vasca battesimale. Seguiva una altro giro di colonne lungo le pareti del poligono.Il grande corpo di fabbrica era preceduto dal nartece, un tempo decorato con tasselli marinorei, al di fuori visibile un mosaico raffigurante le stelle a cinque punte inserite in cerchi.



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